Segni di me

Avvinghiata alla perenne evoluzione del corpo e della mente ancora non conosco a pieno me stessa. Sono alla continua ricerca di frammenti di un complicato puzzle che è la mia esistenza con la curiosità di terminarlo e la voglia che sia perfetto. Ragazza matura semplicemente (im)perfetta.

Acrostico

Per La Mia Gioia Personale Ecco L'Acrostico Di EdoELeStorieAppese:


C arismatica essenza dai mille colori
A ssioma romantico x sogni sinceri
T rionfo esaltante x i tuoi amori
H ai degli occhioni simili ad arcieri
E lanci i tuoi dardi assai corruttori
R isplendenti e spettacolari
I mplementi caldi e passionali ardori
N innando le ciglia a farfalla tu spari
E ffervescenze da regina di cuori
Angolo di Paradiso
E poi lo vidi.

Eccolo lì.
- ancorato a un piccolo ritaglio di cielo -
il mio angolo di paradiso.

E' uno sguardo
riflesso sul pelo dell'acqua
accompagnato da singhiozzi di tempo.

è un amore
increspato su un muro
di nuovi orizzonti,

è un passo
deviato su sassi caldi
- che penetrano nel cuore -
vagabondando solo
tra le strade del cielo.


Portami Con Te
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Estate
Trovami in un fiore che sboccia accarezzato da un alito di vento.
Trovami nel desiderio espresso guardando una stella cadente.
Trovami nell'emozione di un sorriso all'alba di un nuovo giorno.

In quell'istante sarà estate.
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D eci e Lode
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Il Viaggio Di Thanatos
E Thanatos passò.

Tacque anche il silenzio
al crudo e flebile tocco.

S'affacciano ai balconi,
cantano nei venti,
cullano mari bianchi.
S'agita la rossa foglia.
Ella cade.

Sul suolo solo un'ombra.
Confetto di nera meraviglia.

E Thanatos colpì.

Si oscura anche il sole
sullo sguardo dell'eclisse.

Plutonico è il meriggio,
che oblia l'utopia
delle pudiche esistenze.
E' color cremisi questo cielo.
Piove fango.

Emblema ininterrotto,
soffia polvere il coraggio.

E Thanatos ruggì.

Immerso in solitudini
si perde in balia dell'infinito andare.

Sull'orlo
del pontile della vita
cade l'ultimo respiro.
Lo insegue a mano aperta
Cadendo sugli scogli.

Si sperde in ampi solchi
e in labili ombre d'oro.

E Thanatos sparì.

Sorge la luna in un nero orizzonte
danzando su colli senza spazio.

Thanatos tesse le sue tele
con nomi da raccogliere
e vite da rubare.
Sotto mani fatte d'acqua
spegne fuchi d'ira.

E' Thanatos che urla ad ogni viaggio.
" Siam soli anche alla fine. "


Catherine Cloyd

Quattro stelle
che compongono il tuo viso
penetreranno nel mio cuore.

 

Ne cancellerò
una e ancora tre
di quelle stelle amene

 

che si beffano dell’essere.

 

Così
con materia primordiale
spegnerò la prima.

 

Erano le labbra
di una menzogna catturata
davanti a un fiore

 

appassito.

 

E ancora
con elementi tossici
cancellerò la seconda.

 

Erano le orecchie
che ascoltavano parole
pronunciate al vento

incessante.

 

Ma
con scariche di vita
soffocherò la terza.

 

Era il naso
che respirava il mio profumo
per un’occasione

arida.

 

E infine
con piogge d’amore
ucciderò la quarta.

 

Erano gli occhi
che mi fissavano

incessantemente

sotto un portico in campagna,
nell’acqua fredda del mare,
tra l’erba di montagna.

 

E in quegli occhi
speravo e credevo
di vivere

tutta la mia vita
e il mio amore.

 

 

 

Un soffio di vento di Catherine Cloyd alle ore 17:27
Permalink | commenti (22)
categorie:

In ogni sguardo
io vivo il mondo
passo dopo passo,
lungo quel cammino
d’arcobaleni accesi
come lampadine in cielo.

 

In ogni sguardo
io assaporo la dolcezza
della bontà e della speranza
nutrendomi di emozioni
cristallizzate nel tempio
della mia anima.

 

Ma c’è uno sguardo
in cui – lentamente – io
vivo l’amore.

 

In quello sguardo
cerco le risposte che non trovo,
annuso l’alba e le nuvole
e respiro l’immenso.

 

Faccio miei quegli occhi
per amarli domani e ancora.

 

E così con i miei nei tuoi
io esisto
perché tu esisti.

 

 

 

Un soffio di vento di Catherine Cloyd alle ore 14:37
Permalink | commenti (25)
categorie: poesia, amore

 

 

Le campane suonano
in lontananza.

Il prato è mosso dal vento.

 

A capo chino
sul libro di Pace.

E’ una vecchia vedova di guerra.

 

Preghiere del cuore
sussurra alla croce.
Estinte speranze di un dolce dormire.

 

C’era un tempo
in cui bastava sperare.
Risorgevano i morti di tristi battaglie.

 

Vivevano in ricordi
senza svanire.

Ora il silenzio avvolge le memorie.

 

Una vecchia vedova
stava cantando.
Attorno uomini senza persone.

 

“Alleluia,
brava gente.
Alleluia,
anche alle stelle.”

 

Così diceva
a mani giunte.
Scioglieva il suo rosario.

 

“Alleluia,
siamo fieri
Alleluia,
cogliete fiori”.

 

Siamo morti senza saperlo
in un mondo d’incoscienza.

Sepolti vivi in quest’abisso.

 

 

Il fumo sale
dalla valle.
E’ una casa che va a fuoco.

 

Sul davanzale
si accartoccia la carta.
Erano poesie scritte a penna.

 

La vecchia vedova
ora piange.
Anche Dio l’ha abbandonata.

 

“Alleluia,
Alleluia,
Alleluia”.

 

Gridava a voi
signori e dame.
Gridava per potervi svegliare.

 

Dormirete sulla sabbia
di un lido di pensieri.
Ma la vedova ormai muore.

 

Senza casa,

né più accusa.
Così la guerra l’ha ridotta.

 

Osserviamo questa donna
per un attimo e un momento.
Non pensiamo ora al presente.

 

A lei non importa
se siam dolci o senza cuore.
Lei ora muore.

 

A capo chino
sul libro di Pace.

Era una vecchia vedova di guerra.

 

Le campane suonavano
in lontananza.

Il prato era mosso dal vento.

 

Alleluia.

 

Un soffio di vento di Catherine Cloyd alle ore 14:07
Permalink | commenti (20)
categorie: poesia, tempo

Se osservassi il mondo
per quello che è
e non per ciò che appare,

 

allora vedresti
fiumi di miele
scorrere sulle colline,

 

ci sarebbero
alberi di zucchero
a soffiare ossigeno.

 

E basterebbe una folata
per coprire il dolore
di un passato orrore.

 

Il bene dell’anima
oltre il colore del tempo
sarebbe libero d’essere.

 

Servirebbero soltanto
fori di fiori
per misurare l’ira

lasciata evaporare
a un sole di marzapane
che sorge all’orizzonte.

 

E il perdono
vivrebbe in ciascuno
come pane e pace,

 

come cascate di gioia
davanti alla grotta
di mille paure.

 

Esisteremmo noi,
con scarpe ovattate
a scoprire il mondo.

 

E’ bisogno
il sogno
di andare

 

- insieme -

 

Ma ora sono io
alla mia finestra
con in testa parole.

 

Tra le mani ho una rosa
pungente per dolo
che grida soltanto:

 

Perdono.

 

 

 


Un soffio di vento di Catherine Cloyd alle ore 16:53
Permalink | commenti (19)
categorie: poesia, valori, mente e parole

Lacrime di ghiaccio
ho abbandonato a questa Terra
incolta dalle mille accuse
di un passo troppo duro.

 

La strada si apriva alla curva
e dietro il nulla del pensiero,
fragile attraverso il colore
del peccato universale.

 

Ricordo ancora
quei soldati in scarpe d’assassini
costringermi alla resa
e lasciare che il suo male
fosse solo una sfumatura.

 

 

Ma oggi ancora
lascio alla marea
le mie paure di ieri,
assorta sul davanzale della vita.

 

Mi concedo ancora un tempo
prima di tornare all’esistenza.

 

Crudeltà di biasimo inferiore
che distrugge,

annienta,
opprime
le speranze quotidiane.

 

Costringimi alla resa
per una lotta senza fine,
e senza traguardo.

 

Costringimi alla resa
verso soldati luccicanti
dentro scarpe di assassini.

 

Costringimi alla resa,
a guardare il cielo
e a ricordare quel pallone
bucato al centro della strada.

 

Lì è rimasto
nei secoli del dolore,
come orma impressa sulla sabbia
eterna nonostante l’onda.

 

Costringimi alla resa,
tra gli stessi battiti del cuore,
tra gli stessi sogni di un futuro,
tra gli stessi sorrisi della gioia.

 

Noi.

Piangevamo lacrime
dello stesso colore.

Un soffio di vento di Catherine Cloyd alle ore 17:52
Permalink | commenti (16)
categorie: poesia, riflessioni

Ci sono sogni
che gocciolano vita
e riempiono il cuore
di mille speranze colorate.

 

Ci sono sogni
che dipingono con mani
avvolte dal cristallo
sulla tela dell’anima.

 

Ci sono sogni
che vestono le stelle
di una bianca luce
rubata al mondo.

 

E ci sono sogni
che vengono dal cielo
accompagnati da angeli
che corrono sull’arcobaleno.

 

Quei sogni
io ho raccolto davanti casa,
lasciati all’angolo,
dove tutti li potevano vedere.

 

Ma nessuno gettò loro uno sguardo,
perché troppo presi ad occuparsi di paure.

 

E così li portai con me,
dentro di me,
nascosti in una scatola
e chiusa nella cantina del cuore.

 

Dietro loro il nulla,
davanti loro il vuoto,
ma dentro loro
il Paradiso.

Un soffio di vento di Catherine Cloyd alle ore 13:34
Permalink | commenti (16)
categorie: poesia, sogni

Generale! e cento passi
camminando verso i fossi
ad ospitare vaghe paure
in bruciate pagine scure

 

Generale! devo andare
in una guerra da salvare,
tra i corpi mutilati
di ogni uomo che è a me pari.

 

Ma la speranza
dolcemente
si spegne

 

Avvolta in tenebre di sorte,
dentro favole di morte.


E le bombe ancora in volo
cadono come piume in mezzo al molo

distruggendo vite e case

troppo spesso a terra rase.

 

Capirai il mio lamento
che di nascondere non tento.
E’ la voglia di tornare
quando vedo da ogni parte
il potere che prevale.

 

Non attendermi,
Dio solo sa
se sarò ancora vivente
o tornerò un domani, vincente.

 

Ma prega
e pregando spera,
in un disegno di salvezza,
soffiato un tempo dalla brezza.

 

Generale! e cento passi,
camminerò sulla mia strada
forse verso la mia casa
impugnando la mia spada.

 

Ma non so dove sarò
da domani a cento giorni,
se sarò dentro il mio corpo
o finalmente sarò morto.

 

Sparo adesso,
sparo ancora,
mille colpi di pistola,
che veloci raggiungono il petto
di un nemico chiamato
me stesso.

Un soffio di vento di Catherine Cloyd alle ore 19:04
Permalink | commenti (9)
categorie: poesia