
Quattro stelle
che compongono il tuo viso
penetreranno nel mio cuore.
Ne cancellerò
una e ancora tre
di quelle stelle amene
che si beffano dell’essere.
Così
con materia primordiale
spegnerò la prima.
Erano le labbra
di una menzogna catturata
davanti a un fiore
appassito.
E ancora
con elementi tossici
cancellerò la seconda.
Erano le orecchie
che ascoltavano parole
pronunciate al vento
incessante.
Ma
con scariche di vita
soffocherò la terza.
Era il naso
che respirava il mio profumo
per un’occasione
arida.
E infine
con piogge d’amore
ucciderò la quarta.
Erano gli occhi
che mi fissavano
incessantemente
sotto un portico in campagna,
nell’acqua fredda del mare,
tra l’erba di montagna.
E in quegli occhi
speravo e credevo
di vivere
tutta la mia vita
e il mio amore.

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